Inserimento di Nerses il Grazioso nel Martirologio Romano

18 mag 2026


 

Lunedì 18 maggio 2026, in occasione della visita di Sua Santità Aram I, Catholicos di Cilicia, il Santo Padre ha annunciato l'inserimento di San Nerses il Grazioso nel Martirologio Romano .

Nerses Shnorhali (1102 - 13 agosto 1173), Catholicos di Armenia dal 1166 al 1173, è riconosciuto e venerato dalla tradizione armena come uno dei suoi più grandi santi. Ricordato come pastore, teologo, poeta, compositore di inni, nonché come precursore dell’ecumenismo moderno, ricevette il titolo di “Shnorhali” dai suoi contemporanei per il carattere irenico dei suoi scritti.

Durante il suo ministero come vescovo e catholicos, si adoperò per la riconciliazione tra le Chiese, specialmente tra la Chiesa armena e la Chiesa ortodossa bizantina. I suoi inni fanno parte della liturgia armena – sia apostolica sia cattolica – e numerose chiese sono dedicate a lui.

Sulla scia di San Gregorio di Narek, dei 21 Martiri Copti di Libia e di San Isacco di Ninive, l'inclusione di San Nerses il Grazioso nel Martirologio Romano dimostra che la santità non si è fermata con le separazioni e che esiste al di là dei confini confessionali.

Come ha dichiarato il Concilio Vaticano II, “riconoscere le ricchezze di Cristo e le opere virtuose nella vita degli altri, i quali rendono testimonianza a Cristo talora sino all’effusione del sangue, è cosa giusta e salutare” (Unitatis Redintegratio 4). San Giovanni Paolo II, da parte sua, ha dichiarato che “la communio sanctorum parla con voce più alta dei fattori di divisione” (Tertio Millenio Adveniente 37) e che “in una visione teocentrica, noi cristiani abbiamo già un martirologio comune” (Ut Unum Sint 84).

Anche il recente Sinodo sulla sinodalità ha ricordato che “l’esempio dei santi e testimoni della fede di altre Chiese e Comunioni cristiane è un dono che possiamo ricevere, inserendo la loro memoria nel nostro calendario liturgico” (Documento finale 122).

Si augura che l’inserimento nel Martirologio Romano di Nerses Shnorhali, testimone del prezioso patrimonio spirituale della tradizione armena, contribuirà alla riscoperta del suo insegnamento e all’unità di tutti i discepoli di Cristo.