La Chiesa cattolica rappresentata alla riunione del Consiglio Consultivo Anglicano
Il diciannovesimo Consiglio Consultivo Anglicano (Anglican Consultative Council, ACC) si è riunito a Belfast, nell'Irlanda del Nord, dal 28 giugno al 4 luglio. L'ACC è uno dei quattro "Strumenti di Comunione" della Comunione Anglicana, insieme all'Arcivescovo di Canterbury, alla Riunione dei Primati e alla Conferenza di Lambeth. L'ACC, unico tra questi organismi a includere fedeli laici insieme a membri del clero e vescovi, si riunisce ogni tre anni. L'edizione del 2026 è stata la prima dopo l'elezione della Reverenda Sarah Mullally come prima donna Arcivescovo di Canterbury. L'incontro è stato ospitato dalla Chiesa d'Irlanda, che, come la Chiesa cattolica, è organizzata come un unico organismo al servizio delle due giurisdizioni politiche presenti sull'isola d'Irlanda. Erano rappresentate 37 delle 42 province della Comunione Anglicana, mentre una provincia non ha potuto partecipare a causa della crisi dovuta all'epidemia di Ebola nell'Africa centrale.
L'obiettivo principale dell'ACC è rafforzare la comunione tra gli anglicani di tutto il mondo, riunendoli per la preghiera, lo studio della Bibbia e il confronto sulla vita della Chiesa e sulla sua missione nel mondo. Il documento centrale della discussione a Belfast è stato quello delle Proposte Nairobi-Cairo, elaborato dal Comitato Permanente Interanglicano per l'Unità, la Fede e Costituzione (IASCUFO). Il testo esamina la struttura e i processi decisionali della Comunione anglicana, avanzando proposte per affrontare alcune delle profonde divergenze emerse negli ultimi anni tra gli anglicani. I membri dell'IASCUFO avevano visitato il Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani nel dicembre 2025, occasione nella quale si era svolto uno scambio di vedute su tali proposte.
Le due principali proposte del documento riguardavano una modifica del modo in cui la Comunione Anglicana definisce se stessa e del proprio sistema di governo. La prima proponeva di eliminare la necessità della comunione con la Sede di Canterbury come requisito per l'appartenenza, sostituendola con il riferimento a un "legame storico". Dopo diversi giorni di discussione, i membri dell'ACC hanno deciso di non adottare le Proposte Nairobi-Cairo. Hanno invece richiesto un ulteriore periodo di dialogo per riformulare e sviluppare l'identità anglicana, compreso il rapporto tra i quattro Strumenti di Comunione. Rilevando un ampio consenso sul fatto che la comunione con la Sede di Canterbury rimanga essenziale per qualsiasi ridefinizione dell'identità anglicana, l'assemblea ha inoltre chiesto un approfondimento sui temi del primato e della sinodalità, domandandosi che cosa gli anglicani possano apprendere dal lavoro svolto dalle commissioni di dialogo ecumenico, dagli accordi ecumenici già esistenti e dalle riflessioni sviluppate in questo ambito dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa cattolica.
Lunedì 29 giugno, l'Arcivescovo cattolico di Armagh e Primate di tutta l'Irlanda, Mons. Eamon Martin, ha visitato l'assemblea e vi ha rivolto un intervento. Il Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani è stato rappresentato per tutta la durata dell'incontro da P. Martin Browne, OSB, Incaricato dei rapporti con la Comunione Anglicana. Venerdì 3 luglio, egli è stato invitato a intervenire nella sessione plenaria, offrendo una prospettiva ecumenica sulle deliberazioni della settimana. Nel suo intervento ha richiamato in particolare il documento della Commissione Internazionale Anglicano-Cattolica Romana (ARCIC) La Chiesa come comunione, nel quale anglicani e cattolici hanno riconosciuto che la condivisione dell'Eucaristia rappresenta la "massima espressione e il punto focale" della comunione ecclesiale.
La prossima riunione del Consiglio Consultivo Anglicano si terrà nel 2029 a Kolkata, ospitata dalla Chiesa dell'India del Nord.
Foto © Neil Turner/Anglican Communion Office