Messaggio da Sua Santità Bartolomeo, Patriarca ecumenico
in occasione della solennità
dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
29 giugno 2026
Santità,
In questo giorno in cui la Chiesa illustre e di antica tradizione istituita a Roma dai santi, gloriosi e lodevoli apostoli Pietro e Paolo si rallegra nella memoria dei suoi fondatori divinamente ispirati, siamo lieti di trasmetterLe, Santità, i nostri fraterni auguri attraverso la nostra Delegazione Patriarcale, che quest’anno è costituita da Sua Eminenza il Metropolita Emmanuel di Calcedonia, Presidente della Commissione Sinodale per il dialogo con la Chiesa cattolica romana, Capo della Delegazione; dal Reverendissimo Grande Ecclesiarca Aetios, Direttore dell’Ufficio Patriarcale Privato; e dal Reverendo Diacono Patriarcale Anatolios Doxastakis, proseguendo così la tradizione stabilita dello scambio di rappresentanti in occasione delle nostre rispettive Feste del Trono.
La presente delegazione segue la prima visita di Sua Santità alla Sede del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli dello scorso novembre, in occasione della sua Festa del Trono, che ricordiamo con affetto e che associamo al nostro pellegrinaggio comune, insieme a rappresentanti delle diverse Chiese cristiane, all’antica città di Nicea, dove fu indetto il primo Concilio ecumenico 1.700 anni fa e dove fu proclamata per la prima volta la nostra comune professione di fede. La Sua presenza in mezzo a noi è coincisa anche con le giornate che hanno preceduto il 60° anniversario della levata degli anatemi tra le Sedi di Roma e di Costantinopoli, il 7 dicembre 1965, quando i nostri grandi predecessori, Papa Paolo VI e il Patriarca Ecumenico Athenagoras, di comune accordo annunciarono la loro decisione di annullare le deplorevoli sentenze di scomunica dell’anno 1054 e di rimuoverle entrambe dalla memoria e dal centro Chiesa.
Da allora, è nostra convinzione che le nostre Chiese non siano affatto in una condizione di scisma completo, ma che piuttosto soffrono di una sfortunata rottura di comunione, che cerchiamo di guarire attraverso il dialogo teologico al fine di ripristinare il più presto possibile la piena comunione Eucaristica tra loro. Per questa ragione, il dialogo di verità, avviato quasi mezzo secolo fa dai nostri predecessori di grata memoria, Papa Giovanni Paolo II e il Patriarca Ecumenico Demetrios, continua a essere fondamentale.
Siamo particolarmente lieti che la Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra le nostre Chiese continui a portare avanti il suo lavoro in un clima di amore fraterno, fiducia comune e comprensione reciproca. Durante l’incontro più recente, che ha avuto luogo questo mese grazie alla generosa ospitalità dell’Arciabbazia di Pannonhalma, in Ungheria, con la quale il Trono Ecumenico mantiene relazioni cordiali, il Comitato di coordinamento ha continuato la sua analisi della bozza revisionata del documento sul tema dell’infallibilità, esaminandolo sotto l’aspetto teologico e storico. Preghiamo perché questo lavoro paziente possa contribuire a chiarire questioni a lungo considerate divisive nelle relazioni tra le nostre Chiese, e imploriamo il Santissimo Spirito di illuminare, custodire e guidare verso la piena Verità tutti coloro che si adoperano nobilmente per il progresso e la crescita dei vincoli tra le nostre Chiese sorelle.
Con questa speranza, vorremmo ribadire la nostra sincera gratitudine a Lei, Santità, per la sua visita al sacro Centro dell’Ortodossia e per la Sua partecipazione alle celebrazioni solenni del 1700° anniversario del primo Concilio ecumenico di Nicea, che ci ha dato grande gioia e ci ha concesso un assaggio della piena unità che desideriamo, per la quale preghiamo e per la quale lavoriamo.
Purtroppo, il nostro mondo contemporaneo è sempre più spezzato da divisioni, guerre, violenze, razzismo, xenofobia, dal desiderio di dominio, da un’economia guidata dal profitto e dallo sfruttamento delle risorse naturali. Per questa ragione, l’umanità si aspetta che le nostre Chiese diano un forte messaggio di pace, unità, solidarietà, fraternità, filantropia e cura per il creato di Dio. Dinanzi alla gravità della situazione a livello globale, le nostre Chiese sorelle hanno il dovere di collaborare e utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione per «conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace» (Ef 4, 3). Una manifestazione dei nostri sforzi comuni per la promozione dell’unità dei cristiani sarebbe l’istituzione di un comitato congiunto speciale per «proseguire il processo di esplorazione di una possibile soluzione per celebrare insieme la Festa delle Feste ogni anno», un desiderio che abbiamo espresso insieme nella nostra Dichiarazione congiunta lo scorso novembre al Phanar.
Santità, carissimo Fratello Leone, celebrando con Lei in spirito la Festa del Trono della Chiesa di Roma, inviamo a Lei, Santità, al reverendissimo clero e a tutti i fedeli amanti di Cristo della Sua Chiesa, i nostri più cordiali saluti e La abbracciamo fraternamente, rimanendo con molto onore e amore in nostro Signore Gesù Cristo.
Dal Patriarcato Ecumenico, il 29 giugno 2026
Il Suo amato fratello in Cristo,
Bartolomeo
Arcivescovo di Costantinopoli-Nuova Roma e Patriarca Ecumenico
Traduzione dall'inglese OR